LA PROTESTA E LA VIOLENZA. Un dibattito del 1967 a Hannover
Fu indubbiamente il bisogno di umanità a spingere i nuovi ribelli del Sessantotto alla lotta. La qual cosa rendeva obiettivamente difficile alle varie articolazioni del potere (ammesso che avessero voluto avviare un dialogo con gli studenti) trovare un qualche “ragionevole” punto di intesa col movimento. Le richieste che venivano dalle università, e poi dai quartieri e dalle stesse fabbriche, anche quando erano tecnicamente “ragionevoli”, non lo erano mai sul piano politico, perché rimandavano inevitabilmente a ulteriori e più radicali rivendicazioni. In realtà, facevano tutt’uno con la critica frontale al capitalismo, alla cultura borghese e allo Stato repressivo. Del resto, il carattere rivoluzionario dei contenuti si accompagnava a una estrema durezza delle forme di lotta. In Francia, come è noto, il Sessantotto inaugurò i sequestri dei capi nelle fabbriche - sequestri di massa, fatti a viso aperto dagli operai stessi nel corso dei cortei interni agli stabilimenti -, nonché le bar...