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SUI COORDINAMENTI TERRITORIALI PER LA PACE E I DIRITTI

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1) TRA LE OSSERVAZIONI PIÙ O MENO CRITICHE CHE MI SONO PERVENUTE a proposito di quanto ho scritto sulle elezioni europee, giudico particolarmente significative quelle avanzate da A. Pur riconoscendo che una rete agile e programmaticamente aperta di “Comitati territoriali per la Pace e i Diritti” avrebbe caratteri di inclusività - e soprattutto sarebbe più rispondente alle necessità dell'oggi tanto rispetto alla pura costruzione politico-organizzativa di Pace Terra Dignità quanto rispetto alle tentazioni inguaribilmente autocentrate delle formazioni della sinistra di alternativa (per le quali la risposta giusta al “che fare” è sempre quella di rafforzare se medesime) - A. sostiene che una tale rete diverebbe, quasi certamente, un ennesimo guscio vuoto. Riempito unicamente dai pochi attivisti radunatisi attorno a Pace Terra Dignità. Inoltre, seppure conceda che i coordinamenti territoriali che propongo io potrebbero avere un senso in territori carenti o addirittura privi di luoghi or...

CONTRO LA GUERRA: CHE FARE ORA?

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Lo dico subito: per quanto il suo essenziale paradigma di riferimento non abbia convinto in modo ampio, e neppure sufficiente, ritengo che occorra proseguire lungo la via indicata, nelle elezioni europee, dalla lista PACE TERRA DIGNITÀ. Ma attenzione: non nel senso della continuità organizzativa di quella specifica lista di scopo, bensì nel senso dei contenuti da essa declinati nella campagna elettorale con l’alternativa “o pace o guerra” quale pilastro reale, e pre-condizione assoluta, di tutte le questioni politiche e sociali di questo drammatico passaggio storico. Insistere su questo punto, a me pare assolutamente decisivo; magari specificando meglio ciò che uscirebbe rafforzato dalla prospettiva della Pace: non solo l’affermazione di principio della vita sulla morte, ma anche la spinta alla salvaguardia dei beni comuni, la pressione per allargare gli spazi di equità sociale e la stessa mobilitazione per dare effettiva concretezza ai diritti di cittadinanza umana - dal lavoro al sal...

SUL RISULTATO DI PACE TERRA DIGNITÀ

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 Sono davvero sorprendenti i toni emozionali con i quali non solo le persone normalmente distratte e lontane dal dibattito sociale e politico, ma anche osservatori che si ritengono smaliziati hanno guardato ai risultati delle elezioni europee in Italia.  Posso comprendere i tratti di smarrimento e di allarme vissuti in Francia per l'impennata di voti della destra fascistoide della Le Pen; o anche in Germania, dove un partito dichiaratamente fascista e permeato di nostalgie hitleriane è divenuto il secondo partito del Paese e il primo nei Land della vecchia Germania Orientale. Quelle paure e quelle emozioni le posso capire, benché i toni esagerati sull'onda nera che travolgerebbe adesso l'Europa si scontrino visibilmente col dato obiettivo della tendenza alla continuità del nuovo Parlamento europeo, dove sembra reggere l’ipotesi del rinnovo della cosiddetta “maggioranza Ursula”. Si registrano, tutto sommato, modifiche piuttosto lievi a scala europea,  nonostante sia innega...

PER AMORE DI VERITÀ

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  La prima cosa da evitare, a proposito delle recenti elezioni europee in Italia, è di perdere tempo con le percentuali. Ora più che mai valgono i voti assoluti, perché con una riduzione così consistente di persone ai seggi le percentuali divengono quantomai falsanti. Fratelli d'Italia, ad esempio, avanza di ben tre punti percentuali rispetto alle politiche del settembre 2022 (passa da 25,98% a 28,81%), ma in effetti ha avuto circa 600.000 voti in meno rispetto a un anno e 9 mesi fa. Resta indubbiamente il partito più votato, e la Presidente del Consiglio può legittimamente dirsi soddisfatta; nondimeno è un fatto che i suoi 6milioni e 704mila voti di adesso pesano molto meno dei 7milioni e 301mila voti delle scorse elezioni politiche. D’altra parte, ancora più consistente è il calo dei 5S, che franano rumorosamente già in percentuale (da 15,43% a 9,99%), ma registrano un autentico crollo proprio in termini di v8oti assoluti, dimezzando quasi i consensi (da 4milioni e 330mila passan...

A CALDO DOPO I RISULTATI ELETTORALI

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A CALDO. DOPO I RISULTATI ELETTORALI  Come le altre volte (tranne Ingroia: il troppo é troppo...), ho votato il nostro nuovo esperimento PTD che, cmq, alle condizioni date, ha fatto un risultato MOLTO dignitoso seppur inefficace.  É da tempo che credo ci voglia un ripensamento profondo della fase, perché con soluzioni parziali non se ne esce. Con le opportune diversitâ, ma con la filosofia di fondo sono d'accordo con ciô che stanno provando a fare in Francia: "...  la sinistra si unisce in un fronte popolare per sbarrare la strada ai lepenisti. Il Partito socialista, il Partito comunista francese, Europe Ecologie-Les Verts e La France insoumise annunciano «candidature uniche» in «ogni collegio elettorale» Insieme alla Place publique di Glucksman e a Générations le opposizioni invocano «un nuovo fronte popolare che riunisca tutte le forze della sinistra umanista, sindacale, associativa e cittadina» .   Enrico Milani